Specchio azzurro

“La tradizione pittorica di inserire uno specchio circolare deformante nella scena generale è un espediente già utilizzato dai grandi maestri fiamminghi del ‘400, da Jan Van Eyck a Petrus Chritus, fino al tardo Quentin Metsys, che lo utilizzavano per ampliare la rappresentazione dei lussuosi ambienti dell’alta borghesia mercantile, che commissionava le immagini; oppure, come nel caso di Van Eyck, raffigurare se stesso, il pittore da artigiano diventa artista, addirittura rappresentandosi e firmandosi all’interno del ritratto dei ricchissimi coniugi Arnolfini.”

da “Frammenti”  (F. Libé)